Crossdressing: in reggicalze e con la coda anale

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Di cose strane, soprattutto nel sesso, ne ho fatte molte perché mi piace sperimentare per provare nuove emozioni.
Mi reputo una donna molto aperta e pronta a tutte le esperienze perché la mia filosofia è quella del carpe diem con il quale giustifico ogni mia azione.
Sono single per scelta e la ragione è quella di non volere legami per sfruttare ogni opportunità di essere svincolata da impegni di alcun tipo.
Mi reputano una bella e giovane donna e non posso che confermarlo da quello che vedo quando mi specchio: un corpo ben proporzionato e modellato che attira gli sguardi golosi di uomini pronti a qualsiasi compromesso per fare sesso con me.
Ovviamente non ho problema nel relazionarmi con ragazzi e uomini che riescono a solleticare il mio interesse e che dimostrano di avere le giuste doti per catturare la mia attenzione. Posso permettermi di scegliere il mio occasionale partner con il quale posso vivere una intensa notte di sesso per poi non vederlo più oppure, laddove mi abbia gratificato in modo soddisfacente, incontrarlo nuovamente ma senza essere obbligata ad alcun altro tipo di impegno.

Con la mia amica Marzia – con la quale ho condiviso molte avventure anche di carattere saffico – abbiamo organizzato un week-end all’insegna dell’appagamento sessuale e per l’occasione abbiamo coinvolto due gemelli che avevamo conosciuto qualche tempo prima in una spiaggia di Mykonos.
Pierluigi e Federico ci hanno colpito per lo scultoreo fisico per nulla presuntuoso ma decisamente statuario e per la loro incantevole bellezza quasi femminea.
Biondi, atletici, abbronzati senza essere volgari i gemelli hanno catturato l’attenzione di noi due donne sole in vacanza su quell’incantevole isola della Grecia, dove stavamo vivendo una delle nostre tante appassionate avventure di sole donne.
Fare la loro conoscenza fu facile ma affatto gratificante dal momento che fu una cosa che avvenne durante il loro ultimo giorno di vacanza. Al di là di un drink consumato tra sguardi che promettevano di tutto e di più, avemmo solo l’opportunità di scambiarci i numeri di cellulare e la promessa di rivederci una volta rientrate in Italia.
Erano passati alcuni giorni quando Marzia venne alla carica ricordandomi di quella promessa e pronta a vivere un fine settimana di sesso in quattro con i gemelli biondi.
Detto fatto: quando la mia amica si mette in testa qualcosa la porta avanti fino in fondo e così avvenne anche quella volta, sotto la sua regia.

Arrivò quel week-end e, per l’occasione, avevamo deciso di sfruttare una piccola casetta che Marta possiede al mare dando appuntamento a Pierluigi e Federico proprio in quella località dove avremmo condiviso quel fine settimana.
Vederli nuovamente confermò il mio interesse per entrambi dai quali, immaginavo, di essere stretta in una morsa a mò di sandwich per sentirne uno dietro di me e l’altro davanti mentre, con una acrobatica articolazione fisica, assaporavo tutti gli umori della fichetta di Marzia che ben conoscevo e che amavo succhiare e leccare con dovizia.
Questo è quanto la mia voglia suggeriva alla mia fantasia e il solo visualizzare queste scene si traducevano in una umidità che lentamente stava contaminando le mie mutandine.
La cena fredda, precedentemente preparata, fu l’occasione per svuotare diverse bottiglie di vino bianco ben ghiacciato e l’atmosfera cordiale che aveva contagiato tutti, ben presto scivolò in una sorta di lasciva prova di quanto sarebbe avvenuto dopo.
Marzia, infatti, si stava facendo spudoratamente toccare da Pierluigi che aveva indubbiamente scelto come preda della serata mentre il gemello Federico, stava un po’ sulle sue continuando a parlarmi di cose che non interessavano nessuno dei due.
Vidi la mia amica sparire nella camera da letto insieme a Pierluigi che si era tolto la camicia e già sbottonato i jeans e questo, mi fece innervosire non poco.
Sollecitai quello che era il mio partner, provocandolo con delle esplicite carezze che mi fecero sentire la sua verga di dimensioni sicuramente interessanti ma affatto indurita dal desiderio.
Federico mi inviò un sorrisino mesto e, pregandolo di scusarlo, sparì nel bagno della casa.
Possibile che proprio a me era capitato dei due, il gemello impotente? Che Marzia lo avesse saputo in qualche modo?

Stavo facendomi prendere dall’isteria, dal momento che sentivo salire prepotente la voglia di sesso che si stava impossessando di me quando riapparve Federico e quello che vidi non me lo sarei mai aspettato.
Quel ragazzo muscoloso che ogni donna avrebbe desiderato avere tutto per se, si era denudato ma aveva indossato un civettuolo reggicalze che tenevano delle preziose calze di seta di colore nero e in mano stringeva una coda anale. Conoscevo bene quel sexy toys con il quale mi divertivo spesso nelle nottate quando il desiderio non trovava risposta.
‘Infilamelo nel culo’ disse deciso. Violentarlo in quel modo mi diede, in quel momento, un piacere di rivalsa nei suoi confronti per il fatto di non aver goduto di quello che mi aspettavo da lui. Ma anziché procurargli dolore, quel mio atto così violentemente materiale, lo fece sobbalzare di piacere e quella verga moscia che avevo toccato prima, divenne di marmo e si erigeva lunga e pronta a scoparmi. ‘Vieni’ disse e, mi sollevò con forza impalandomi restando in piedi. Il suo uccello bruciava dal desiderio e con tutto il godimento possibile, sentivo realizzare le mie aspettative.

Iniziò a stantuffarmi come nessuno aveva fatto prima di allora e vedevo i muscoli delle sue braccia guizzare ogni volta che mi avvicinava a se per stringermi come se non ci fosse un domani. Quella coda anale che aveva inserita nel culo pareva essere stata miracolosa e poco mi importava del fatto che fosse vestito con dell’intimo femminile. Per come mi stava penetrando poteva indossare pure un saio da frate che non me ne sarebbe importato nulla, purchè continuasse a farmi godere. L’esplosione del suo sperma dentro di me, non fece altro che farmi venire un’altra volta (ero famosa per i miei orgasmi a ripetizione) e, contrariamente alle aspettative, non eliminò il suo desiderio dal momento che continuava a perforarmi la fica come se fosse perennemente affamato.
Ci raggiunsero Marta e Pierluigi che si unirono a noi in una scopata tutta da sognare.
Furono due notti e due giorni dove tutti noi fummo interpreti di una incredibile esperienza a base di sesso. Praticamente, tranne qualche ora delle 48 rubate dal sonno e da brevi spuntini, continuammo a soddisfare tutti i capricci legati al desiderio che volevamo appagare in qualsiasi modo. All’amore saffico tra Marzia e me, si aggiunse un quadretto omosessuale consumato dai due fratelli che a turno si impalarono tra loro.

Da allora, porto sempre con me la coda anale tante volte incontrassi un uomo che vuole vivere una nuova eccitante esperienza.