Racconti fetish: una storia da leggere tutta d’un fiato

I miei racconti fetish descrivono tutta la passione che metto nell’essere mistress, è ciò che amo di più nella vita e che mi fa sentire viva e donna. Essere una mistress è quasi una vocazione, un ruolo per me indispensabile al quale non posso rinunciare.

Tra gli incontri e le esperienze con i tanti miei schiavi, ne ricordo uno in particolare: il più soddisfacente ed eccitante.

Racconti Fetish: mi presento, sono Mistress Tabata

Sono una donna molto attraente, non lo nego, potrei avere chiunque io desideri, ma amo essere mistress e gli unici uomini che voglio sono schiavi e servetti.

Sono una padrona di circa 40 anni, non mi vergogno della mia età, anzi ne sono fiera e modestamente porto molto bene i miei “anta”. Ciò che conta non è tanto il mio aspetto estetico prorompente, ma il mio essere mistress, il mio desiderio di comando e necessità di sottomettere gli uomini.

Adoro più di ogni altra cosa essere servita, riverita, spesso sbeffeggio e umilio i miei schiavi, a seconda dell’umore e di ciò che mi suggerisce la fantasia e voglia del momento.

Ogni uomo è diverso, quindi ogni schiavo e di conseguenza mi rapporto a loro diversamente. Amo il sesso, sono insaziabile, ho sperimentato di tutto ma essere padrona è davvero la mia missione.

Non si tratta di “demolire” la psiche di un uomo, di farlo soffrire fisicamente e psicologicamente, bensì ci si dà piacere reciproco, si assecondano le voglie di entrambi: io voglio comandare e lui vuole essere sottomesso.

I racconti fetish sono la mia seconda passione, infatti quando trovo lo schiavo giusto ne descrivo le gesta, mantenendo la privacy ovviamente, ho più di un taccuino colmo di racconti.

Chi è una mistress

La mistress, la padrona o la dominatrice, è una donna che svolge appunto questo ruolo di potere su uno o più uomini. Delle volte capita anche di incontrare mistress che dominano altre donne.

Secondo alcuni racconti fetish si tratta di tecniche sadomaso, ma non è prettamente così, fondamentali sono i due ruoli cardine: padrona e schiavo.

Ognuno fissa le proprie regole, sempre meglio prima di intraprendere questo gioco erotico, che spesso diventa un vero rapporto anche continuativo e giornaliero.

I rapporti sessuali non sono fondamentali, a volte il rapporto della mistress si ferma al gioco o al massimo ad autoerotismo dello schiavo, è comunque tutto a discrezione dei “giocatori”.

La mistress sottomette non solo a livello fisico, o di comandi imposti, ma anche psicologicamente. Le padrone più argute e dalla grande esperienza, riescono a rendere dipendente da loro lo schiavo, a livello mentale e non solo a livello fisico.

Il primo contatto

Sono ormai anni che faccio la mistress e ho sentito davvero tanti racconti fetish, per me trovare nuovi schiavi è ormai semplice. Spesso il passaparola o tra noi padrone ci scambiamo le prede senza gelosie o invidie, purtroppo tipiche nel mondo femminile, ahimè.

Regolarmente continuo anche a mettere annunci su vari siti dedicati, mi piace anche pubblicizzarmi e mostrarmi in qualche bella posa hard e vestita di tutto punto.

Ho imparato che dalle foto di presentazione dei siti erotici ci si mostra già anche psicologicamente, grazie ad una sola foto fatta magari anche per gioco.

Mi reputo una professionista e quando ricevo un primo contatto, via SMS, WhatsApp o mail, capisco bene chi ho davanti, secondo alcuni racconti fetish invece il primo impatto può ingannare: io non sono d’accordo.

Pier, questo è il nome del mio miglior schiavo, mi scrisse un SMS molto diretto e semplice, a lui ho dedicato infiniti racconti fetish da tanto mi ha sorpreso come slave. Avevo già capito che non aveva mandato messaggi a diverse donne mistress ma che sin era prefissato un incontro solo con me.

Non so spiegare perché ma sentivo così. Abbiamo parlato del tipo di rapporto cercato da entrambi, prefissato alcuni limiti di orari e giorni nei quali contattarci e concordato un primo incontro in Motel. Non invito i miei schiavi subito nel mio appartamento, prima aspetto di conoscerli meglio.

L’incontro

È stato davvero uno degli incontri più eccitanti e ricchi che ho riportato nella mia raccolta di racconti fetish, lo dico subito con orgoglio ed emozione.

Come di consueto mi sono recata al Motel in anticipo rispetto all’appuntamento con Pier. Mi sono preparata: ho indossato una tuta in latex nera con strappi nelle zone hot, come seni, inguine e sedere.

Ho indossato i miei stivali neri con tacco 15 e indossato una mascherina che copriva leggermente gli occhi. Ho inoltre preparato alcuni miei giocattoli che amo usare: frustini, manette, lubrificanti ed un paio di vibratori unisex.

Pier arrivò in orario: un uomo molto distinto, bello e che trasmetteva sesso solo con lo sguardo. Ci siamo guardati e studiati senza parlare per alcuni secondi.

Poi accomodati sul divanetto abbiamo scambiato alcune parole di routine, nessuno dei due era in imbarazzo, anzi eravamo desiderosi di fare sesso, di avere un rapporto liberatorio e sfrenato, volevo comandarlo e sottometterlo. Dopo poco mi trovai sopra di lui stuzzicandolo con la lingua sulle sue labbra.

Mistress all’opera

Pier, il mio schiavo, il mio Slave in gergo, era fantastico: faceva alla perfezione tutto ciò che gli ordinavo. L’ho fatto strisciare ai miei piedi, che poi ha minuziosamente leccato andando fin sotto le unghie con la punta della lingua.

L’ho calpestato con i tacchi alti e lui mi gridava “Ancora!”: impagabile uno schiavo così! Gli ho ordinato di fare e farmi mille cose, mi sono fatta pettinare, lavare nella vasca da bagno, mi ha accudito come fossi una bambola.

Alternavo momenti di coccole alla mia persona a momenti di sottomissione estrema, l’ho frustato sui genitali e lui continuava ad eccitarsi sempre più, gli ho messo un guinzaglio e l’ho lasciato per un pò di tempo fuori dalla porta della stanza, nel corridoio del Motel ad ansimare e pregarmi di liberarlo.

Un’intera serata di sottomissione, di fantasie e di sesso. Il mio slave Pier era talmente eccitato che pensavo non resistesse tutto quel tempo senza venire ed invece è stato fantastico: ha atteso il momento giusto.

Quando nemmeno io ho più resistito ci siamo lasciati andare al sesso puro e vero, sesso sfrenato e godereccio. Mi sono fatta leccare la vagina, prima esternamente e poi ho voluto l’intera lingua di Pier dentro di me.

Ha fatto un cunilingus egregio e poi è toccato a me dedicarmi al suo membro. Non ho voluto fare un fellatio durevole e completo perché sono io la padrona e voglio ricevere più che dare.

Mi ha penetrata da dietro, con foga, in ogni angolo della stanza del Motel. Poi ancora sesso tradizionale stando io sopra di lui: è venuto subito così ma ero davvero soddisfatta al 100%.

Gli altri incontri

Pier è stato da subito uno slave eccellente, lo domavo a parole e coi fatti e mi faceva godere davvero. Amante focoso e capace e schiavo a dir poco sottomesso.

I nostri successivi incontri divennero frequenti e Pier mi riempiva di regali, compensi economici degni di nota e tanti regali preziosi. Sono una mistress appagata da quando ho conosciuto il mio slave Pier, anche se mi dedico anche ad altri uomini che sottometto, graffio, sculaccio e che sfrutto per pratiche erotiche varie.

Non incontro solo Pier dal vivo, ma lo sottometto anche via messaggio o video. È comune giocare anche con dispositivi elettronici: cellulari, pc, ecc.

Ad esempio invio audio con WhatsApp nei quali denigro i miei schiavi, gli ordino di fare delle cose per me, anche insultandoli e facendoli sentire sporchi, malati, depravati.

Mi faccio inviare dei video mentre si sottomettono a me, ad esempio gli ordino di gattonare per un determinato tempo e e di filmarsi come prova. Oppure li faccio mangiare nella ciotola del cibo per cani, a volte ho fatto fare delle foto compromettenti che ho chiesto di attaccare, come fossero cartelli di animali smarriti, ai pali della luce nelle loro città.

Per chi non abita vicino gli strumenti informatici sono indispensabili e fidati compagni di gioco. Ho avuto slave mai incontrati dal vivo, abbiamo intrattenuto rapporti solo via Skype o cellulare e tutto è stato altrettanto appagante e godereccio.

Insulti e parolacce

Nel rapporto tra mistress e slave il denigrare lo schiavo è consuetudine. Dipende sempre dagli accordi quanto spingersi in là, se si vuole essere insultati o meno.
In linea di massima quasi tutti vogliono ricevere i peggiori insulti, anche urlati con toni di disprezzo.

Sentirsi una nullità, un reietto, un escremento è fondamentale per la maggior parte degli slave. Sentirsi gli esseri più riluttanti del mondo, esseri ignobili che solo la mistress può salvare, può plasmare e rendere migliori da un lato e dall’altro sfruttarli proprio per il loro essere interdetti.

È un gioco di potere che tocca la parte emotiva e psicologica specie dello slave, si ferisce molto più a parole e a gesti inferti sulla psiche, sull’anima piuttosto che con schiaffi, frustate, ecc.

Lo slave dona anche la propria anima alla padrona, che potrà farne ciò che vuole. Anche gli insulti e gli sfottò in pubblico sono contemplati e molto usati. Spesso è proprio lo slave che desidera essere sbeffeggiato in pubblico, anche in locali pubblici dalla padrona.

Mettersi in ridicolo per confermare a sè stesso d’essere una persona inetta, di scarsissimo valore, un essere immondo ed indegno di qualsiasi piacere o cura.

Alcuni slave si impegnano tantissimo per poter essere pubblicizzati anche ad altre mistress, vedono il ruolo di schiavo come una missione, ne sono dipendenti e diventano davvero dipendenti dalla padrona stessa. Molti sono i racconti fetish che descrivono situazioni ed incontri con schiavi, per tutti i gusti.

Mistress e feticismo

Sono una mistress che ha da sempre adorato farsi venerare ed ho iniziato a stringere rapporti con veri feticisti. I feticisti sono devoti ad alcune parti del corpo, i più famosi sono i feticisti dei piedi. Sono capaci di raggiungere l’orgasmo anche solo odorando delle calze usate da una donna e non profumate.

La devozione che un feticista mette nell’adorazione dei piedi è ciò che li rende perfetti slave. Ho appurato proprio questo negli anni di esperienza. Si eccitano come matti al solo mostrargli piedi nudi, impazziscono nel leccare anche le piante sporche, le calze sudate e magari tenute indosso tutto il giorno. I piedi sono tutto il loro mondo, un chiodo fisso, una droga che li manda fuori di testa.

Una mistress come me usa proprio il ricatto legato ai piedi per ottenere ciò che vuole. “Se non fai questo non vedrai più i miei piedi!” e simili. Una frase del genere è capace di sconvolgere lo slave, lo stesso nel poter toccare i piedi della padrona, alcuni sembrano perdere il senno tanto sono preda dell’eccitazione, un’eccitazione fortissima che nemmeno una fellatio ben fatta può dare.

Il feticista dei piedi può anche collezionare scarpe usate, odorose, calze di ogni tipo. Alcuni feticisti invece sono attratti dalla biancheria intima usata, una vera e propria mania come per i feticisti dei piedi.

Mistress Tabata

Sono una donna come tutte le altre, ma sono anche una mistress, una padrona che non rinuncia a sottomettere alcuni uomini e che adora raccogliere le esperienze fatte in racconti fetish.

Amo il mio modo di vivere il sesso e la sottomissione maschile, i miei racconti fetish sono unici, sono colmi di esperienze appaganti che mi hanno reso anche una donna migliore e più consapevole della mia femminilità.

Non ho mai oltrepassato la decenza e ho sempre rispettato il partner del momento, ho dato sfogo alle mie fantasie sessuali e ciò mi ha resa felice, sono appagata e serena, forte e mi vedo sempre più giovane e piena di vita: provare per credere.

Mi capita anche di fare mini-corsi a ragazze che vogliono avvicinarsi a questo mondo, sono sempre disponibile nel dare consigli, ho formato tanti slave che ora lo fanno di mestiere.

Chi legge i miei racconti fetish può comprendere la passione ed il trasporto con il quale mi dedico al mio schiavo. Invito i curiosi, gli scettici, i trasgressivi, i timidi, gli amanti focosi, le coppie stabili, i poligami, insomma tutti a leggere i miei racconti fetish.

Non è nulla di volgare, di sconcio, anzi sono autentici stralci di vita amorosa, di sesso, racconti fetish da leggere tutti d’un fiato che insegnano qualcosa di unico, di vero, di autentico, di umano.

Facendo la mistress ho anche imparato a non giudicare, ognuno agisce secondo un proprio sentire unico, un’essenza personale ed intrinseca nel proprio DNA, non tutte le motivazioni sono percepibili.

Ogni atto sessuale, ogni fantasia porta con sè una storia personale e privata che nessuno può giudicare. ho imparato anche che davanti al sesso non c’è bello o meno bello, siamo tutti nudi con le nostre voglie e passioni primordiali, sane ed umane.

I miei racconti fetish insegnano tutto questo, sono pezzi di vita, di intimità, di nudo artistico. Qualsiasi sia la tua inclinazione sessuale ricorda però che mistress si nasce, non si diventa.