Obbligo o verità?

racconto erotico obbligo o verità

Siamo a cena a casa della mia schiava, Nicole. Una serata informale, niente atmosfera kinky. A essere sinceri al 100%, nessuno dei commensali è a conoscenza del rapporto molto particolare che c’è tra me e lei.

È più solare del solito stasera la mia puttana dolce. Tra un bicchiere di vino e due bruschette, le risate del gruppo sono state il filo conduttore di queste ultime ore. Si respira leggerezza nell’aria e Nicole, la mia regina della notte, scherza leggiadra con Marco, Damiano e Alice.

Porge la sua mano verso di me con il calice tra le dita:

“Mi versi ancora un bicchiere?”

Le sue labbra morbide mi fanno impazzire. D’improvviso vorrei che i nostri amici sparissero con lo schiocco delle dita, per ribaltare tutto e averla qui nuda. Solo per me.

Nel restare un secondo di troppo con la mente tra questi pensieri, vedo Marco che mi precede rabboccandole fino all’orlo il bianco frizzante che stiamo bevendo.

E in questo istante, quando gli occhi di Nicole si spostano dai miei per ringraziare l’amico, che un brivido scorre lungo la mia schiena. Non è gelosia, non siamo una coppia. Quello che provo è simile a una scintilla, a un sassolino nell’acqua che apre nuove possibilità.

Le parole cominciano a fluire e non le controllo:
“Marco, ma tu te le ricordi le uscite da adolescenti?”

“Cazzo, sì. Ero lo sfigato per eccellenza, e chi se lo dimentica”, risponde divertito.

E le onde che circondano il sasso nell’acqua si ampliano e io non mi fermo:

“Ricordo quante serate abbiamo passato a giocare a Obbligo e Verità, ma nemmeno sotto tortura si facevano limonare da me.”

Alice racconta qualche vecchio aneddoto.
Nicole invece non parla più. Mi guarda: ha capito.
Brava.

Passa ancora qualche minuto tra un ricordo e l’altro e mentre mi alzo per prendere una birretta la sento chiedere entusiasta: “Perché non ci giochiamo ora, a Obbligo e Verità? Come ai vecchi tempi”.

Marco ha i capelli già ben brizzolati che non nascondono i suoi 44 anni, Damiano ne ha 32. Alice ne ha molti di meno ma a tutti noi è sempre sembrato di conoscerci da sempre. Abbiamo condiviso tante avventure, non tutte. Il BDSM, per esempio, è un aspetto della nostra vita che loro ignorano completamente. Se ripenso alla sorpresa dell’incontro con Nicole al club privé, penso ancora a quanto strana sia la vita. Mascherati, in mezzo ad un’orgia, a 200 km a qui, ci ritroviamo a baciarci. È stato il profumo, a farci riconoscere. Fu sufficiente un sussulto in più nel battito cardiaco di Nicole a farmi capire che in quel momento sapeva esattamente chi fossi io. Niente ha potuto fermare quella fiamma, quella passione tanto forte in noi, quanto inaspettata.

“Comincio io” dice sicura Nicole riportando l’attenzione dei presenti.

Alice sembra titubante, imbarazzata. Marco è no, ma solo perché credo non immagini minimamente l’evoluzione che potrebbe prendere la serata. Damiano sembra eccitato all’idea, ha gli occhi neri e sta mangiando Nicole con lo sguardo. Te la vuoi fare, eh? Volpone!

Nicole mi guarda per un decimo di secondo. Un tempo impercettibile, ma che lei mi deve. Un momento necessario per dirle con gli occhi che, fino a che lo decido, ha carta bianca.

“Damiano, obbligo o verità?”
“Obbligo.” provoca lui.
“Perché non ti togli la camicia.” sembra una domanda, ma non lo è.

Damiano sbuffa, ma sorride e, bottone dopo bottone, resta a petto nudo, con i pettorali in bella mostra.

“È il mio turno quindi ora? Marco: Obbligo o Verità?”
“Verità.” la voce è poco convinta, forse preoccupata.
“Chi ti scoperesti di noi quattro?”

Marco resta in silenzio, non sa se rispondere o no. Percepisco la sua tensione.

“Nicole”

Mmmh. Che risposta interessante. Ora è il turno di Marco che guarda subito Alice:
“Obbligo o Verità, ragazzina?”
Inaspettatamente, la risposta è un caloroso “Obbligo”.
“Accendi la musica allora, e scegli qualcosa di decente”.

Alice fa come le è stato chiesto, forse un po’ scocciata che dopo aver trovato quel coraggio nel dare la risposta desiderata, le fosse stato dato un ordine tanto banale.

Quando torna alla sua sedia, il turno del gioco spetta a lei. Mi guarda:

“Obbligo o Verità?”
“Obbligo” rispondo.

Dopo 5 secondi di fervida curiosità, ecco il mio compito: “Ficca la lingua in gola a Marco”.

Non faccio una piega, anche se Marco sgrana gli occhi e la sua espressione mi fa pensare che non sia molto gradita la richiesta. Poco male, mi avvicino a lui e con una mano gli prendo il volto e faccio come mi è stato chiesto: niente bacio, niente di coinvolgente, in modo carnale e vorace apro la bocca e violo la sua con tutta la mia lingua, spingendola più a fondo possibile. È tutto molto veloce, e subito mi riassesto perché ora, è decisamente il mio turno.

“Nicole, obbligo o verità?”
“Obbligo” i suoi occhi mi guardano dritti, con aria di sfida.

“Nicole, ti ricordi quel plug anale che ti abbiamo regalato per i tuoi 18 anni? Pensadoci bene nessuno di noi te lo ha visto addosso. Non sarà mica rimasto nel cassetto tutti questi anni, vero? Portalo qui.”

La mia schiava migliore abbassa lo sguardo e si alza per scomparire al piano di sopra. Damiano fa un gesto ‘sventolando’ con la mano per indicare che la situazione si sta facendo bollente.

Quando Nicole torna in sala è nuda e tra le mani ha solo il plug d’acciaio con un batuffolo nero grande attaccato, come se fosse la codina di un coniglio.

Guardo il tavolo e noto che ci sono ancora i condimenti che abbiamo usato per le bruschette. Prendo l’olio e mi inumidisco le dita per lubrificare il plug d’acciaio.

Nicole aspetta in silenzio mentre si piega leggermente in avanti offrendomi il suo culo e dandomi la possibilità di spingerle dentro pian piano il plug. Nessuno specifica che questa ‘seconda parte’ non era stata indicata nell’obbligo iniziale. E capiamo che ci possiamo divertire.

“Ora è tocca a me” sorride appoggiandosi al tavolo.
“Alice, Obbligo o Verità?”
“Obbligo”.

Sei arrapata Alice, eh.

“Ora sparecchi la tavola, io mi siederò sopra a gambe aperte e vorrei che mi dicessi che sapore ha la mia figa stasera. Dopotutto, non è la prima volta, no?” le fa l’occhiolino.

Meravigliosamente stronza la mia schiava.
Alice diventa paonazza, ignara che in realtà quasi tutti noi sappiamo bene che sia bisex.

La tavola è ora priva di stoviglie e Nicole è un fiore aperto, anche se la postura che deve tenere, per via del plug nel culo, non è molto confortevole. Alice si avvicina piano ma quando la sua bocca si adagia sulla figa di Nicole, la danza comincia. Da piccoli gemiti sommessi, sembrano gradire entrambe.

“La tua figa ha il sapore… del bagnoschiuma alla rosa che ti ho regalato!”
Una risata coinvolge tutti.

“Deduco che sia di nuovo il mio turno. Damiano: Obbligo o Verità?”
“Obbligo, baby” risponde pronto lui.

“Visto che la figa della mia amica è già bella calda, perché non le infili il tuo uccello dentro? Sono sicura che se frughi nelle tasche un preservativo non ti manca”.

Le sue parole sono ben scandite, anche se la voce le trema, le piace il gioco, ma la sfida rende l’aria elettrica.

Quando Damiano si alza in piedi ha già la patta in vista. Non fatica a recuperare un preservativo e a srotolarlo lungo il cazzo eretto. Nicole inclina un po’ la testa indietro, ha la bocca socchiusa e sento con un respiro più profondo che si sta lasciando trasportare, non ha aspettative, non ha giudizi, vive il momento nella sua essenza. È una delle caratteristiche che adoro di lei. Damiano poggia le mani strette a pugno sul tavolo e inizia a scoparla.

Mentre il suo cazzo entra ed esce dalla mia schiava senza fermarsi prende parola ansimando leggermente:

“Facciamo che il mio obbligo continua ancora per un po’, ma nel frattempo, Marco: Obbligo o Verità?” parla senza smettere di fottere Nicole.

Un secco “Obbligo” ci fa capire che anche Marco ora ha voglia. Ha voglia di trasgredire, di qualcosa di piccante, fuori dall’ordinario. E Damiano non lo risparmia quando emette il comando.

“Marco, togliti questa faccia da bigotto una volta tanto. Ora sai che fai qui per noi? Devi pisciare sulla schiena di Alice”.

Questo teatrino mi eccita e le vene mi pulsano senza freni mentre Marco con i capelli grigi (in tinta con il pube anch’esso brizzolato!) si alza in piedi mentre Alice si sfila il vestito per porgergli la schiena nuda e bianchissima. Esce uno schizzo solamente, ma il necessario perché ogni barriera si sia completamente abbassata e Marco mi rivolga lo sguardo:

“Obbligo o Verità?”
“Verità” ghigno leggermente.
“Con il tuo discorso del cazzo sui ricordi dell’adolescenza, volevi portarci a questo? Facci capire”.

Mi alzo, suppongo che non sia necessario confermare ulteriormente con le parole.
“E ora, Signori e Signore, visto che vi siete divertiti abbastanza, perché non vi mettete a pecora qui davanti a me? Penso di meritarlo. Penso sia giusto che ora io mi diverta con ognuno di voi”.

E così fanno: di fronte a me i culetti di Nicole, Alice, Damiano e Marco. The game is on.

Ma io, caro lettore/lettrice, voglio sfidarti: secondo te, questi quattro culi che sto vedendo, li sfondo con il mio cazzo, perché sono un uomo? O li apro in due con il mio strap-on, perché sono una donna?

Alla tua perversa fantasia la risposta più gradita.

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