La punizione

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Non c’erano giustificazioni accettabili. Doveva essere punita. Quando Giacomo l’aveva saputo qualcosa era cambiato nell’aria. L’elettricità che univa i presenti era diventata palpabile. Quello che è successo è facilmente riassumibile. Alice non si trovava dove doveva essere. E Ian, mentre parlava con Giacomo, lo aveva fatto notare. Senza volerlo. Senza sapere. Ma lo aveva fatto.

Poco importava che Alice fosse al supermercato o a succhiare il cazzo dell’amico di Giacomo. Il punto era che aveva mentito. E quando il tuo compagno è anche il tuo Master BDSM. Beh…mentire non è esattamente una cosa che accade senza conseguenze. La menzogna, almeno per gli accordi di gioco presi da Alice e Giacomo, era al livello 10 della scala delle punizioni.

Quando Ian si era reso conto di quello che stava scatenando era diventato di ghiaccio. “Dai, Giacomo, non è successo niente”. “Giacomo magari ho visto male” “Dai Jack non fare stronzate”. Ma Giacomo non voleva sentire una parola di più. Aveva già indossato la giacca in pelle e aveva fatto mettere ad Alice il collare “2 minuti e usciamo. Ah, Ian, tu vieni con noi.”. Non era propriamente un invito. Era un ordine. Per tutti.

Durante il tragitto in automobile nessuno aveva proferito parola. Ian si pizzicava le unghie con le dita in modo

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Alice venne imbavagliata, ma non con la classica benda. Giacomo le aveva fatto mettere da Luca il bavaglio con la pallina che tiene aperta la bocca.

nervoso sperando che questo brutto momento, almeno per lui, finisse il prima possibile. Giada, la sua compagna, lo aspettava a casa per cena ed è lì che lui desiderava trovarsi. Non in macchina. Non con Giacomo e Alice. Non con due pazzi scatenati che amano scopare in modo strano, come gli ricordava Giada spesso. Ian c’era affezzionato a quei due. Erano una coppia affiatata e molto leale soprattutto con gli amici. Però sapevi per certo che bastava una scintilla e da un istante all’altro potevi trovarti in situazioni assurde.

Giacomo aveva frenato di fronte alla casa di Alessio e Luca, una coppia gay che conoscevano da tanti anni e che già qualche volta era diventa co-protagonista nelle scenette BDSM che Giacomo organizzava per Alice. Mentre salivano le scale per raggiungere la mansarda Ian prese la parola per dire che avrebbe tanto voluto lasciarli ai loro giochini per tornarsene a casa. Ma Giacomo era deciso, nessuno avrebbe lasciato quella casa fino a che la punizione non fosse giunta al termine.

Alice venne imbavagliata, ma non con la classica benda. Giacomo le aveva fatto mettere da Luca il bavaglio con la pallina che tiene aperta la bocca. Era realizzata in legno, anche se la funzione era la stessa di quelle in plastica che si trovano nei sexy shop. Le mani di Alice erano legate dietro la schiena con una corda di Juta di 5 mm, una corda grezza che profumava di buono che la ragazza conosceva bene. Alle caviglie era toccato lo stesso trattamento. Le avevano fatto piegare le ginocchia fino a toccare il pavimento e l’avevano fatta accasciare cosicché la testa fosse appoggiata a terra di lato, rivolta verso Giacomo e Ian e il sedere all’insù, rivolto dalla parte di Alessio e Luca. Alice era nuda e la sua pelle chiara risaltava sopra il tappeto persiano sul quale era appoggiata. Giacomo alzando la voce ruppe il silenzio che ancora aleggiava nell’aria e rivolgendosi a Ian diede inizio alle danze. Ian era appoggiato allo a uno sgabello con il cazzo evidentemente gonfio. Sì, era fidanzato, ma certe scene non possono lasciarti indifferente. Soprattutto se quella legata a pecora è una delle ragazze più belle e sexy che il tuo sguardo abbia mai incontrato. Sì, in un’altra vita se la sarebbe scopata eccome Alice. L’avrebbe scopata così tanto da toglierle il fiato. Le fantasie nel corso degli anni si erano sprecate. La sua compagna Giada era fantastica  e lui l’amava. Ma Alice. Alice era così perversamente perfetta. Bastava uno sguardo di lei per farti rizzare ogni pelo del corpo. Mentre il cazzo gonfio di Ian si faceva notare nella grinza dei pantaloni, Giacomo, accorgendosi del particolare ridacchiò e disse “Bene Ian, la decisione spetta a te, hai qui una troietta disubbidiente che non vede l’ora di fare un pompino anche a te. Che dici? Gli dai quest’opportunità o dovrò punirla con tutte quelle belle fruste che Alessio e Luca sanno usare così bene?”. Ian era pietrificato. Non voleva che ad Alice toccasse nulla di spiacevole, almeno non per causa sua. E lui le fruste proprio non le concepiva e non poteva immaginare che per colpa il culo di Alice venisse riempito di colpi. “Giacomo…sai che non posso…”. Le parole gli tremavano, ma non poteva trattenerle. Alice, pensava, non posso farlo, lo sai che non posso, vorrei lo sai, vorrei che me lo prendessi in bocca e mi facessi esplodere, ma non posso, dai non guardarmi così lo sai che non posso cazzo non posso non posso. I pensieri gli correvano veloci. Non appena lo sguardo di Ian di voltò nuovamente verso Giacomo i due si sedettero. Giacomo aveva preso una bottiglia di vino. Mentre i calici si alzavano, Giacomo fece un cenno ad Alessio e Luca che iniziarono così a punire la ragazza.

Continua…


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