Una piuma bianca – Racconto Mafia Romance

una piuma bianca libro mafia romance gratis

«Una piuma bianca in mezzo a uomini senza volto, ecco quello che sarai.» aveva sentenziato. Il mio compito di stasera Leon lo ha pianificato per settimane. Il Pinguino terrà un party con i trafficanti di spicco della zona e io, come al solito, sarò l’esca.

«Sei sicuro che ce la faccia?» Aveva sbraitato il Pinguino al telefono con Leon e insinuando «È tutto al 50% quello che ne tiriamo fuori, se LEI fa cilecca io ci perdo anche la faccia».

Leon lo aveva lasciato parlare, è di poche parole il mio uomo, a differenza del Pinguino.

«Perché non ci vai tu Leon alla festa?» la mia domanda sembrava legittima.
«Non avrebbe lo stesso impatto: alle feste si chiacchiera, ci si corteggia, ma gli affari si chiudono fuori. Per questo servi tu: dovrai fare in modo che domani ci sia la fila fuori dal mio ufficio e dai nostri club.»

«Chi mi accompagna?»
«Baby vi scorterà lì in auto, e poi entrerai al party con Damiano. Mi assicurerò che non ti intralci, ma che abbia sempre un occhio su di te qualora fossi in pericolo» mentre definiva il piano mi accarezzava i capelli.

«Non so Leon, ci sarà un sacco di gente. Come farò a non passare inosservata?»
«Per una volta, la buona idea è del Pinguino. Brillerai Nicole, te lo assicuro! E poi ti divertirai: è una festa a tema angeli e diavoli!»

Sorrido mentre salgo le scale ed entro nella nostra camera: sul letto c’è un nuovo abitino bianco di piume, un morbido, sexy, succinto, mini abito che copre il necessario e mette in evidenza io mio decolté e le gambe. Le scarpe sono candide anch’esse e la maschera è di piume larghe e bianche. Purtroppo l’accessorio non è niente di paragonabile alla MIA maschera di nera, la maschera ‘di famiglia’. Ma tant’è. Abbondo con la cipria chiara per rendere la pelle pallida e calco le labbra con un bel rossetto rosso: una virgola di colore che non guasta mai.

Leon mi accompagna alla porta mangiandomi con gli occhi, ma senza dire una parola di troppo perché stasera la posta in palio è alta e non posso fare stronzate.

Baby il nostro giovane autista mi apre la portiera laterale e a bordo della BMW noto prima un paio di corna da diavolo e poi un volto truccato di nero.

«Niente male, Damiano!»
«E tu sei bellissima!»
«Vaffanculo, odio vestirmi di bianco»

Si mette a ridere mentre Baby alza il volume su un pezzo degli AC/DC e ingrana la marcia.

«Sei tranquilla?» chiede Damiano, sempre protettivo nei miei confronti.
«Sai che non ti toglierò gli occhi di dosso, ti basterà uno sguardo e faccio saltare il cervello a chiunque allunghi un dito di troppo»
«Non sarà necessario, ma speriamo che facciano un buon Margarita i barman del Pinguino. Mi seccherebbe essere sia in cattiva compagnia e anche con del pessimo alcol»

Sorrido e Damiano fa lo stesso. Baby accosta e fa scendere prima Damiano che a sua volta fa spazio a me.
«Ci vediamo più tardi» abbozza frettolosamente prima di sparire dalla nostra visuale.

Fuori dal club dove si tiene il party è pieno di uomini simili a demoni con abiti scuri e ci sono varie diavolette mascherate di rosso, con pizzi, stivali di pelle e qualcuna anche con la coda.

Ci avviciniamo all’ingresso e il Pinguino si fa strada tra la fila di gente e ci fa passare.

Stringe la mano a Damiano e gli sento sussurrare:

«Un ladro che non sta certo nell’ombra eh, fatti notare anche da Ilaria, la barista, che si occuperà di voi se non la farai crepare di paura» lo schernisce indicando le corna lunghe di mastice issate alla testa del mio accompagnatore.

Poi viene verso di me accennando un viscido baciamano:

«Nicole, ti preferisco con le piume nere, ma sono certo che apprezzerai. Il palco è tuo!» e mi indica l’ingresso con una smorfia a 32 denti.

Vorrei sputargli in faccia per la sua ironia sempre inappropriata ma quando entro nel salone capisco a cosa si riferisce: in mezzo a centinaia di persone sono l’unica vestita di bianco. Per fortuna non ci sono le luci al neon e non rischio l’effetto ‘insegna luminosa’ ma una cosa è certa: chiunque conosca Leon qui dentro, e di conseguenza conosce me, mi potrà notare in qualunque parte del luogo io mi trovi.

E questo accade quasi subito quando Luca Wang, un famoso giocatore d’azzardo cinese, mi viene incontro:

« Nicole, incantevole. Dov’è Leon?»

È così che inizio a giocare.

«Leon sta organizzando un torneo highroller importante domani e sta terminando le pratiche, sono al completo»

Luca Wang, che non è uno stupido, chiede subito «Così al completo da lasciare fuori proprio me?»

Prima che possa nascere quel secondo di finto imbarazzo Damiano ci interrompe per porgermi una coppa di Margarita.

Avvicinando il bordo del bicchiere ricoperto di sale alle mie labbra accenno un sorriso a Damiano, per dirgli di sparire e dopo aver pizzicato i granelli di sale non posso che aggiungere: «Suppongo che ci sia qualche sedia da far saltare, lascia l’acconto al Pinguino, e… ci vediamo domani sera allora!» inclino il bicchiere in segno di assenso e lui fa lo stesso con quegli occhi sottili e ipnotici.

La sala è gremita di tipi, ognuno con le sue particolarità e con diversi accenti.

Quando passo vicino ai cubani sono certa che il prossimo tema della serata saranno i diamanti. Non mi sbaglio. Ad avvicinarsi è proprio El Diablo in persona, alto, muscoloso, con i capelli corvini ricci e le mani che non perdonano, come dicono le leggende.

«Señorita Nicole, prendiamo una boccata d’aria assieme?»
«Anche tu qui Diablo, il party perfetto per il tuo nome di battaglia» lo punzecchio pur sapendo di giocare col fuoco.
«Vamos, che è caldissimo qui dentro»

Nel terrazzo mi sento vulnerabile e non so dove sia Damiano perché qui fuori ci siamo solo io e El Diablo.

«Ahora Nicole, come mai non fai affari con me? Non ti piacciono le mie pietre?» ride estraendo dalla tasca 7 gemme brillanti che mi posa sulla mano sfiorandomi il polso con le dita.

È una trappola? Trattengo il respiro un secondo e poi osservo le pietre una a una, prendendomi del tempo e guardandole con ammirazione.

«Non credo di sbagliarmi, 5 di queste sono solo pezzi di vetro»
«Ooh oooh» ride lui
«E visto che di falsi sono esperta io, perché domani non passi da Leon con qualcosa di più interessante?»

È qui che oso il tutto e per tutto quando tolgo le due gemme di valore e faccio cadere a terra i falsi, perché sono certa di quanto ho visto.

El Diablo mi prende il braccio dopo il gesto e mi avvicina a lui
«Stai attenta angioletto perché sei appena entrata all’inferno».

In questo fantastico istante a salvarmi dalla merda è di nuovo Damiano che si avvicina con un altro margarita:
«Mi avevi chiesto un drink Madame, scusami se ho tardato».

El Diablo si ricompone e con un secco «Ci vediamo domani’ e voltandomi le spalle torna a mischiarsi tra la gente.»

«Tutto bene, Nicole?»
«Per niente’ dico sorseggiando il cocktail «Mi spieghi perché questi margarita sono della fottuta limonata? Non sanno come si mette il liquore in questo posto?»

L’espressione basita di Damiano mi diverte e mi rendo conto che non immaginava che la barlady del Pinguino mi stesse somministrando della brodaglia analcolica.

«Ti va di ballare con me, Damiano?» interrompo il silenzio.
«Leon mi spara se ti tocco, Nicole, sai che non posso»
«Appunto. Qualcun’altro potrebbe notarlo e pensare di fare lo stesso. Andiamo in pista».

Quando rientriamo nella sala il mio demone mi cinge i fianchi e io ondeggio con movimenti accennati, erotici ma composti.

Attorno a noi ci sono varie coppie che danzano, ridono, si strusciano e quando sento un colpetto sulla mia spalla e un dolce «Mi concedi un ballo Nicole?» mi volto sorpresa nello scoprire degli occhi femminili dietro la maschera che mi invita al prossimo ballo.

«Perché no?» Sorrido staccandomi con un inchino appena accennato a Damiano e appoggiando le braccia sulle spalle di questa diavoletta in latex dalle forme generose e dalla vita sottile.

«Sei incantevole Nicole»
«Sono stufa di sentirmelo dire, perché non mi racconti chi sei?»
«Ti piace andare al sodo, eh. Diciamo che potrei avere una cosa per te. Se tu… ne hai una per me.» dice le ultime parole sussurrandomele all’orecchio.

Attorno a noi tanti uomini senza volto ci guardano.

«Ho saputo che nel vostro club in centro avete cacciato delle ballerine. Ho quattro ragazze nuove ballerine irlandesi, molto capaci, perfette per il vostro locale. Potrebbero rendere felici degli uomini interessanti»  sorride indicando Lachlan e Ronan al lato della sala.

«Cosa vuoi… Sasha, vero?» ricordo il suo nome e il suo ruolo dell’organizzazione degli irlandesi.
«È molto semplice, voglio uscire da qui con Damiano stanotte»

Ho un secondo di esitazione e mi costa cara perché lei se ne accorge.

«Che fai Nicole, pensi che il tuo pupillo non sappia badare a se stesso? Diciamo a questo punto che le ballerine sono tre e non più quattro. E tu hai ancora dieci secondi per chiudere l’affare.»

In questo gioco non ci sono regole, ci sono giocatori e ci sono mosse da fare. E io faccio la mia:

«Lo guarderò negli occhi mentre ti scoperà nella mia automobile Sasha, ora!»

La tengo per mano ed esco dal party seguita da Damiano. Il Pinguino ci guarda incredulo e quando Baby accosta l’auto non fa domande.

Il resto è tutto ciò che vedo dallo specchietto retrovisore tra i gemiti della troia e lo sguardo intransigente di Damiano che lo so, mi costerà un aumento nel suo libro paga a fine mese.

😉

Ti è piaciuto questo capitolo della mia saga mafia romance?
Vota questo racconto 5 stelle!