Dark mafia Romance: Un piccolo favore

dark mafia romance

Nota dell’autrice: I personaggi di questa fantasia mi sono stati ispirati dalla lettura di DARK MAN (Serie Falco Vol. 1) dove ho scoperto il sexy cubano Carlos Gardosa che tutti chiamano “El Diablo”. Ho intrecciato la sua storia con quella degli altri protagonisti dei miei racconti.
Spero vi stuzzichi la fantasia! Nicole 😉

Venerdì sera.

Dovrei essere nel mio club privé preferito a sorseggiare un Margarita assieme a Carlos. Lui sarebbe appoggiato al bancone a parlare con Adrian e io probabilmente sarei assorta nel torpore della stanza a guardare quello spettacolo meraviglioso di mistress e master che fanno cantare di gemiti e brevi grida la sala.

Non è così. Carlos stasera gioca a poker con la gang di Lanchlan e mi ha chiesto un piccolo favore. Le sue parole suonavano all’incirca così.

“C’è un posto nuovo, gente che non conosco. Fatti un giro senza dare nell’occhio.”

Potrebbe sembrare una richiesta divertente, ma non lo è. Non particolarmente. Non mi piacciono i “posti nuovi”. Non ho voglia di “gente che non conosco” e meno che meno mi stuzzica l’idea di entrare in scena senza “dare nell’occhio”.

Si può negare un piccolo favore a Carlos, detto El Diablo?

Faccio qualche telefonata alle amiche più intime e per fare questo giro anonimo quantomeno in buona compagnia vengo raggiunta da Alice. Con un taxi che sfreccia ai 100 orari ci dirigiamo verso la provincia.

“Pensi di passare inosservata vestita così? Sei incantevole” mi dice dolcemente la mia alleata mentre mi raddrizza la maschera di piume nere che indosso con un trucco leggero e le labbra rosse. Questa sera ho scelto i miei stivali di pelle alti, dei collant neri velati e un vestito di seta che lascia scoperta tutta la schiena.

Mi sento bene e Alice è altrettanto elegante e sexy. Ha una gonna aderente scura, una camicetta costellata di piccole borchie e una maschera in metallo rigida che le rende il volo luminoso per via dei riflessi che emette il materiale.

Stiamo ridendo spensierate quando l’automobile imbocca un vialetto e si ferma di fronte all’ingresso del locale. La porta è poco vistosa, non ci sono buttafuori. C’è un piccolissimo faro sopra un campanello.

“Chi vi ha invitato?” chiede una voce dall’altra parte del citofono.

“Prima volta, ne abbiamo sentito parlare”.

“Si entra solo su prenotazione.” continua la voce maschile.

Cazzo. Penso qualche istante prima di rispondere.

“Potresti invitarmi tu…mi faresti un piccolo favore” sorrido verso la telecamera.

Alice ride, anche se conoscendola vorrebbe sbuffare. Non le piacciono queste sceneggiate, preferisce quando non ha bisogno di dire il suo nome, quando la fanno passare davanti, quando salta la fila. E quando Alice è con me, la fila si salta sempre.

In qualche modo le moine funzionano con il tipo del locale, che ci lascia entrare, assieme a un semplice comando.

“Ti aspetto nel privé tra un’ora.”

Non aggiunge altro, ma come posso trovare qualcuno che nemmeno conosco?

C’è tempo per pensare a un piano B. Nel frattempo muoviamo qualche passo all’interno del club. Le pareti sono scure, la luce meno soffusa del previsto. Ci sono dei pali attorno ai quali quattro ballerine danza sinuose.

Poco più in là c’è una Mistress con una frusta lunga che fustiga un uomo legato a una croce di Sant’Andrea di legno mentre una schiera di uomini e donne osserva la scena sorseggiando un drink.

Ci sono delle ragazze bellissime che ci passano accanto con uno strap-on enorme e non posso non notare lo sguardo voglioso di Alice che le insegue con la coda dell’occhio. Il pubblico è misto, in egual misura ci sono uomini e donne con età abbastanza distribuita tra i 25 e i 50 anni. Non c’è una predominanza particolare e questo è un bene. Se ci sono troppi ragazzini è solo un circo. Se ci sono solo coppie agé è più probabile che siano solo habitué annoiati con qualche escort.

L’atmosfera è erotica e abbastanza intima, tutti i presenti sembrano molto concentrati sulla loro serata. Io e Alice giriamo da uno spazio all’altro curiose e indisturbate. C’è anche una piscina sul lato destro del locale dove assistiamo a un’orgia meravigliosa con una lei appoggiata al bordo della vasca mentre il tipo muscoloso di fronte sembra penetrarla con impeto. Da una parte e dall’altra della coppia, due uomini si contendono la bocca della ragazza, mentre le tre lingue si intrecciano in un groviglio appassionato.

Avanziamo ancora nel locale, quando lo vedo. Sono sicura di vederlo quando incrocio il suo sguardo. È un uomo dai capelli neri, dai tratti leggermente orientali e quando posa gli occhi suoi miei so esattamente che è lui, è lui la voce del citofono che mi ha fatto entrare. Anche Alice lo nota. Esitiamo un attimo, non so proprio cosa fare. “Ti aspetto” mi aveva detto poco prima. L’uomo è seduto su una poltrona, accanto a lui ci sono tre schiave in ginocchio e ci sono molto candele. Sembrano tutti in attesa. Ma in attesa di chi? Di me?

Carlos mi ha mandato a dare un’occhiata in questo club “nuovo”, ma qui non si respira un’aria “nuova”, non sono sconosciuti che si trovano per caso, sembra quasi una congreda, il piccolo ritrovo di una setta mafiosa.

Vorrei avvicinarmi al ragazzo seduto su questo trono fittizio, ma con un cenno mi ferma e indica la mia compagna. È Alice che vuole. Ma cosa succede?

Indico ad Alice di andare a lui e lei esegue, avanza di qualche passo fino a che è proprio davanti all’uomo. Le tre schiave di alzano e con delicatezza fanno stendere la mia amica tra i cuscini del privé mentre le slacciano la camicetta e sollevano la gonna. Alice è con il seno nudo, con il perizoma abbassato e queste sei mani la toccano, giocano con il suo corpo e degli olii. L’uomo prende tra le mani due candele e fa scivolare la cera sul corpo di Alice che vedo sussultare tra un gemito e l’altro. In alcuni attimi volta la testa verso di me e capisco che è impaurita ed eccitata allo stesso tempo, non vuole smettere. Le ragazze si contendono le tette di Alice e mentre l’uomo continua a riempirla di cera liquida la mano di una la penetra con le dita per stimolarla.

Mentre sguardo questa scena quasi in estasi Alice viene con un’orgasmo totale.

L’uomo si alza e senza guardare più la mia amica si avvicina a me sussurrandomi queste semplici parole:

“Puoi farmi un piccolo favore? Avvisa Carlos che Leon è in città.”

E, l’uomo, Leon, se ne va, lasciandomi con gli occhi sbarrati e una marea di domande in testa mentre vado verso Alice per tornare a casa.

Se ti è piaciuta questa storia, votala 5 stelle e scopri qui in Dark Man i personaggi del mondo di Carlos Gardosa.