Il miglior sesso con ragazze cinesi

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Quando vidi dei muratori iniziare a fare dei lavori di ristrutturazione in quel grande negozio adiacente al mio, la curiosità di sapere chi sarebbe stato il mio ‘vicino’ non trovò soddisfazione da parte di quegli operai che non seppero cosa rispondermi.
Ma dopo un paio di settimane di lavori in corso, l’insegna al neon che fu posta sopra all’entrata, non lasciava adito a dubbi di alcun tipo: Centro Benessere Mahjong.

Nome curioso per un’attività che avrebbe potuto chiamarsi in qualsiasi modo tranne il nome di un solitario di carte orientale. Tirai un sospiro di sollievo: in fondo non avrebbero provocato alcun danno alla mia attività e, magari, tra i loro clienti qualcuno poteva servirsi nel mio negozio.

Quando venne a trovarmi mia moglie, con fare malizioso ma scherzoso mi disse che avrei dovuto essere contento del fatto che presto avrebbe aperto un bordello attaccato alla mia attività e che, probabilmente, lo avrei ‘collaudato’ in qualche momento di pausa sapendo la mia curiosità di conoscere donne asiatiche.
Non avevo pensato a quello scenario e questo mi sorprese facendomi venire in mente immagini di sesso con donne cinesi tipo fast food che non mi aveva mai attirato in tutta la mia vita.

Fu dopo qualche tempo che, senza alcun clamore, il Centro Benessere aprì i battenti. Oltre alla luminosa insegna che proponeva quel curioso nome, non c’era nessun riferimento a nulla: gli orari di apertura erano discretamente segnalati su un piccolo cartoncino apposto nella parte interna del vetro che fungeva da porta mentre le altre aperture erano state accuratamente sigillate e occultate da una gigantesca vetrofania che riportava un paesaggio orientale che invitava alla calma e alla serenità di un bucolico panorama.

Come mi è successo di incontrare ragazze cinesi

Si chiamava Zin-Ho-Lin ma si faceva chiamare semplicemente Lia. Lavorava come massaggiatrice nel centro e la vedevo passare ogni mattina davanti al mio negozio per poi sparire fino al giorno dopo. I suoi lineamenti erano delicati e sicuramente dimostrava meno anni di quelli che aveva. Il suo corpo minuto stretto in jeans scoloriti e maglioncino che emergeva da un giubbetto attillato, la faceva apparire come una studentessa del liceo. Lavorava alla reception? Era una massaggiatrice? Le domande che mi ponevo mi facevano capire che la ragazza cinese mi aveva intrigato non poco e fece salire in me il desiderio di conoscerla per cui non mi rimaneva che approfittare della pausa pranzo per varcare la porta del Centro Benessere Mahjong.

Una musica ovattata mi accolse così come la cinese paffuta che trovai al desk pronta a chiedermi cosa avrei voluto scegliere e le dissi che volevo provare un trattamento completo con Lia (pur non avendo proprio le idee chiare, non mi era mai capitato di andare in un centro massaggi).
Mi accompagnò lungo un corridoio ricavato con dei pannelli componibili che erano serviti per creare delle piccole stanze molto discrete e mi lasciò solo dopo avermi fatto entrare in una di queste congedandosi invitandomi a spogliarmi e a sdraiarmi su di un lettino che si trovava al centro. L’aria era intrisa di una fragranza di mandorla e mentre osservavo la luce soffusa di una lampada entrò Lia. Era irriconoscibile rispetto a quella liceale che incrociavo ogni giorno.

Il suo corpo ben proporzionato era stretto in un kimono di seta molto sensuale e il trucco che accompagnava il suo visino era molto eccitante. Sorrise divertita prima di prendere un barattolino di olio che iniziò a spalmare sulla mia schiena con dei tocchi che mi fecero dimenticare il passato e a non pensare al futuro. Esisteva solo il presente e questo si chiamava Lia.

Sesso con ragazze cinesi…la sorpresa

Si slacciò la cintura che fece scivolare il kimono sul pavimento e che la lasciarono completamente nuda.
Il seno eretto e fresco sarebbe stata una tentazione per tutti e la delicata e vellutata peluria nera, come i suoi racconti hard donne asiatichecapelli corti, era un invito a fare sesso. Si mise a cavalcioni sulla mia schiena per continuare un massaggio erotico speciale e potevo sentire la sua passerina strofinarsi sulla mia pelle mentre la mia eccitazione reclamava di essere placata. Lia, che non era affatto stupida, pigiò un piccolo tasto invisibile e dalla porta entrò una seconda Lia, che era esattamente sua gemella. Già nuda e pronta ad insegnarmi come due ragazze cinesi sapevano far godere un uomo. Lia e Sun (questo il nome della gemella) offrirono tutto quanto un uomo può desiderare di avere dal sesso.

I giochi saffici tra loro due non fecero che aumentare il desiderio e a turno si offrirono alla mia voglia, formando un quadretto inatteso come quello di mettersi l’una al fianco dell’altra alla pecorina, invitandomi a penetrarle a turno pronte a dividersi il mio orgasmo non appena questo si fosse manifestato con una poderosa esplosione di piacere.

Il ‘massaggio’ proseguì nonostante avessi goduto perché le due ragazze cinesi si alternarono a giocare con il mio uccello che divenne nuovamente duro e desideroso di riprovare quel godimento che bocche, mani e fichette gli avevano già fatto conoscere qualche attimo prima.

Quando Lia mi accompagnò alla doccia, mi salutò con lo stesso sorriso con il quale mi aveva accolto mentre Sun si limitò ad un cenno della testa pronta a rimettersi in ordine per un nuovo cliente in cerca di benessere.
Inutile dire che le mie pause pranzo si tradussero in altrettante occasioni per continuare la conoscenza di quelle sorprendenti gemelline dagli occhi a mandorla e dall’aria ingenua che, però, mascherava la loro abilità nello scopare. Mi sono chiesto tante volte come conquistare una ragazza cinese, ma dopotutto poco importava. Loro erano al mio servizio.

Due ragazze cinesi da conquistare

Quel diabolico duo cinese mi mandava ai matti non per il fatto di fare sesso con due splendide ragazze, quanto perché si trattava di gemelle che offrivano l’occasione per pensare che tutto fosse solamente un sogno: essere spolpato da una mentre potevo abbeverarmi nella fonte dell’altra e osservare tutto allo specchio.

racconti sex centro massaggiMa se Lia e la sua gemella mi regalavano queste vibrazioni, l’apparizione di André – così si faceva chiamare – mi catapultò in un’altra dimensione. Veniva da un piccolo paesino del sud della Cina e, dopo essere passata per la modernissima Hong Kong era giunta in Italia attraverso non ben precisati percorsi. Era una donne cinese che non passava inosservata: alta e bellissima, confondeva le sue origini paterni con quelle africane di sua madre e quell’insolito mix aveva fatto il suo corso.

Sotto lo sguardo indifferente della cinese paffutella che continuava il suo lavoro alla reception, passavo da una mattinata di lavoro ad una pausa pranzo a dir poco celestiale per poi ritrovarmi a pensare a quegli splendidi corpi orientali che mi avevano regalato orgasmi deliziosi che mi avevano offerto l’occasione per convincermi che le cinesi sapevano come far raggiungere il piacere in un uomo, seguendo riti e tradizioni ancestrali ma soprattutto, un alto livello di troiaggine difficile da eguagliare.