Una serata speciale

serata speciale racconto hot

di Madame Elizabeth

Un pensiero fisso mi si è incollato sul bordo della corteccia cerebrale. Impercettibile e indelebile.

Costantino che si sbatte l’uccello duro con la ceramica fredda del lavandino, tentando di perdere l’erezione. Non ricordo altro. Mi sento stupida quando spesso, la notte, guardando mio marito Alessandro di fianco a me dormire beato, mi masturbo pensando di essere penetrata dal bel cazzo duro del pensiero precedente.

Eppure a volte nemmeno questa fantasia è sufficiente a buttar fuori lo stress del lavoro e la frustrazione di una vita di coppia anestetizzata. Quindi navigo. Vago senza meta tra le notizie Ansa e i blog di make-up, finché una sera mi imbatto in una pubblicità interessante.

Approfondisco, studio, medito per i giorni successivi finché mi decido, premo “acquista”, e rimuovo l’azione dalla memoria.

Fino a stasera.

Ho organizzato un week-end fuori per cercare di svegliare questo marito inghiottito da pensieri asfissianti e demotivato. La cena stellata lo rianima, o sarà la mia scollatura?

Lo osservo mentre sorseggia un calice di Franciacorta; le spalle larghe, temprate dallo sport quotidiano, mi eccitano, così come gli addominali scolpiti che riesco a immaginare nascosti sotto la camicia bianca. Non cosa (o chi?) si sia infilato tra questo corpo sexy e me, ma stasera non mi interessa, voglio ricominciare portando a termine il mio piano.

Le bollicine fanno effetto a entrambi, passeggiamo sulla terrazza del ristorante per ammirare il panorama mentre una band di musica jazz intrattiene gli ospiti. Odio il jazz, di solito, ma in questo momento sono euforica. Accarezzo una bustina contente alcune pastiglie di un integratore misterioso, nascosta dentro la tasca della giacca, e mi avvento su Alessandro che, finalmente, ricambia con passione.

Raggiungiamo la stanza d’albergo, impersonificando due amanti che non si vedono da settimane, o due neo innamorati, di quelli che percepiscono lo scorrere del tempo dei giorni di lontananza in modo distorto: 1 giorno equivale a una settimana, una settimana sembra un anno e via così. 

Dopo avergli sbottonato la camicia (e accarezzato a lungo quegli addominali tanto seducenti), sono passata alla lampo dei pantaloni, desiderosa di infilarci una mano dentro. L’ho trovato pronto, duro e vigoroso, e sono rimasta sorpresa, i rapporti più recenti li ricordavo mediocri, poco “tonici”. E invece stasera mi prende, mi porta sul letto, sfila la gonna e gli slip e affonda la testa tra le mie gambe, leccandomela senza risparmiarsi. Raggiunge il suo scopo velocemente, mentre io guiaisco come non ho mai fatto prima, ma non si ferma, prosegue, mi porta oltre i miei limiti e continuo a venire. 

Improvvisamente mi torna in testa l’idea che avevo a inizio serata, e lo fermo per coinvolgerlo nella fantasia, sperando che capisca. Gli spiego che ho comprato un prodotto che promette di farglielo diventare come il marmo (nella mia mente come quello di Costantino) e di prolungare la durata dell’erezione, anche soluzione.online parla di questo integratore. Potremmo farlo tutta la notte come quando avevamo vent’anni, e superare il nostro record personale di 7 volte! Fantastico a voce alta, mentre Ale aggiunge “e un numero impossibile da contare di orgasmi”.

Capisco che è d’accordo e inghiotte tre pasticche.

Non aspetta di vedere se l’integratore fa effetto e torna a me, stavolta senza più freni, appassionato e affamato. Mi scopa e mentre entra percepisco lo stato in cui lo avevo lasciato pochi minuti prima, ma le istruzioni dicevano di aspettare più a lungo e così mi lascio andare, arresa a questa serie incessante di colpi. Davvero incessante. Mi sbatte e mi porta all’orgasmo e mi sbatte e io vengo e mi sbatte ancora e più prosegue più sento qualcosa di diverso, qualcosa di marmoreo! I miei orgasmi si fanno più intensi, ora non hanno pausa tra loro, sento un solo, unico, lunghissimo piacere che va a ondate, governato da un cazzo duro, prepotente e instancabile. 

Finché non viene. E il suo piacere è come un’esondazione, come una diga rotta dopo settimane di piena. Trema, mi guarda, lo riconosco dopo mesi di silenzio, e ci baciamo stanchi, consumati. Il riposo, però, dura poco, perché il suo pene torna in fretta pronto, carico, esigente e io stavolta lo voglio leccare. Mi avvicino e lo inghiotto il più possibile, gusto a lungo questo sogno erotico realizzato, lo liscio, lo lucido, avvolgo la cappella e con le mani mi auto a muovere l’asta, porto Alessandro verso un nuovo orgasmo, ma prima, mi isso sopra di lui e lo cavalco un po’. Il secondo round ci ha ricaricati, abbiamo capito che stanotte non si dorme, che le pareti dell’hotel saranno testimoni di una maratona di sesso memorabile. E le superiamo le sette volte, anche se ci fanno male le ginocchia, se la mia figa brucia e il suo cazzo è violaceo per il troppo sfregare. Ci guardiamo felici, al sorgere del sole, prima di sprofondare in un sonno sereno (e senza peni sbattuti sui lavandini!).