Mi piace sentirmi una troia a letto con mio marito

sesso con cazzo nero

È proprio vero che il sesso non ha limiti e che del sesso si apprezza tutto gradualmente. Mi chiamo Patrizia e sono una moglie quarantenne che ha sempre amato una vita attiva animata dal concetto che ogni cosa vale la pena di essere vissuta e sperimentata.

Sin dai tempi del liceo prima e poi da quelli dell’Università, sono sempre stata curiosa ed intraprendente e ho sempre visto qualsiasi sfida, come uno stimolo che mi offriva l’occasione per misurarmi con me stessa e con i miei limiti.

moglie trombataQuesto mio carattere e il mio atteggiamento nei confronti della vita mi hanno portato a girare il mondo per fare esperienze e soddisfare la mia sete di conoscenza, vivendo in maniera indifferente, sia hotel lussuosi come modeste pensioni con lo stesso entusiasmo.

Inutile dire che durante questo mio periodo della mia giovinezza ed avvantaggiata dal un fisico armonico che la natura mi ha regalato e che ho saputo conservare nel tempo, avevo solo l’imbarazzo della scelta nel decidere con quale ragazzo volevo scopare e posso dire di averlo fatto davvero alla grande.

Lasciando crescere la mia esperienza ho visto che anche il mio senso di ragazza libera sessualmente e disinibita, aumentava di conseguenza per la mia totale soddisfazione.
Le mie avventure in giro per il mondo, ma anche a Milano dove vivevo, sono state tutte improntate al divertimento senza cercare alcun legame sentimentale perché convinta dal fatto che una relazione di quel tipo avrebbe limitato la mia libertà di esprimermi come volevo. Tenni fede a quella elementare filosofia di vita fino a quanto non conobbi Renato, che sarebbe divenuto mio marito.
Confesso che all’alba dei trent’anni incontrarlo a casa di comuni amici, mi fece battere subito il cuore. Al di là della sua bellezza straripante, Renato era affascinante con quella sua aria di uomo con la ‘U’ maiuscola che aveva vissuto esperienze di ogni tipo. Inoltre, emanava un non so che di magnetico che riusciva anche senza volerlo, ad accalappiare ogni tipo di donna.
Lui – confessò in seguito – fu catturato dal mio modo di essere ma non gli sfuggì il mio corpo ben proporzionato che rubava gli sguardi ad ogni uomo.
Non credevo all’amore a prima vista ma mi sono dovuta ricredere, dopo sei mesi vivevamo insieme e dopo altri sei eravamo sposati.

confessioni di una moglie troia

Il rapporto di piccante sesso da sposati

Il rapporto fisico che si instaurò sin dalla prima volta che abbiamo fatto sesso, è sempre stato più che sorprendente per entrambi. Renato è un uomo dalle capacità che farebbero felici qualsiasi donna in cerca di piacere. Sa come istigare il desiderio attraverso una teoria infinita di preliminari che valorizzano il rapporto fisico e con una serie di provocazioni che alimentano la voglia di sentirsi l’uomo entrare dentro di se.
La sua resistenza a letto (ma qualsiasi posto è adatto per farsi sesso!) senza assumere alcuna pillola di ‘conforto’ è un regalo che ha ricevuto dalla natura e questo mi ha sempre permesso di godere più volte facendomi impazzire di gioia.

Già sarebbe sufficiente questo per descrivere le sue capacità nel fare solo sesso ma devo aggiungere un’altra dote che lo caratterizza e che è la fantasia. Renato ama parlare mentre mi penetra e fa volare alta la mia immaginazione che raggiunge delle vette ogni volta inesplorate che mi regalano sensazioni cerebrali che si fondono con la fisicità di qualsiasi atto sessuale stiamo consumando, facendomi raggiungere l’orgasmo in modo esponenziale.
La nostra intesa è pressoché perfetta e se animicamente siamo un tutt’uno, quando ci uniamo carnalmente raggiungiamo l’acme del piacere all’ennesima potenza.

Sto organizzando un regalo sessuale speciale per il nostro decimo anniversario di matrimonio e ho un desiderio folle di dimostrargli che razza di troia quarantenne sono. Certo che mi conosce sotto tutti i punti di vista ma ho deciso di sorprenderlo realizzando uno dei suoi desideri erotici che spesso accompagna le nostre notti di sesso.

Il sogno di mio marito di guardami mentre vengo scopata da un nero

A Renato piace immaginare, e lo racconta liberamente mentre giochiamo a letto, che io venga posseduta da un possente negro che mi sfondi da ogni parte mentre lui osserva in contemplazione, come mi comporto con dentro una verga gigantesca. Nei suoi sogni, Renato ama dettagliare il momento dell’esplosione del piacere di quell’occasionale partner africano soprattutto se questa mi sborra in bocca e se, in aggiunta ce ne fosse un altro pronto a riempirmi per l’occasione, sarebbe anche più eccitante.

sesso con cazzo neroPassando vicino a un negozio gestito da africani che solitamente passavano qualche minuto fuori dal locale per una pausa caffè, ho tonato un uomo di colore bellissimo. Tra questi, ne ho visto uno che dovrebbe andare bene per il mio piano e così, una mattina mi sono avvicinata iniziando a parlare. Il suo italiano era abbastanza comprensibile, segno evidente che viveva in Italia già da tempo e mi feci raccontare la sua storia che a me non interessava affatto ma che mi dava l’occasione per prendere un minimo di confidenza.

Il mio sguardo ispezionava il suo fisico atletico e cercava di capire quali fossero le dimensioni di quel cazzo nero che celava sotto i pantaloni  che avrei voluto dentro di me per far godere Renato e farlo sentire un cornuto che mi guardava. Mohamed (questo il nome che mi disse) si accorse dei miei sguardi irrispettosi e li salutò con un sorriso malizioso poi, senza aggiungere nulla, prese la mia mano e l’accompagnò fino alla patta dei suoi pantaloni facendomi toccare un cazzo nero enorme che mi fece salire subito la voglia di fare la sua conoscenza.

Ho spompinato un cazzo nero

Ritrassi la mano malvolentieri e dissi apertamente quello che volevo da lui, cioè di essere la ‘sorpresa’ per mio marito eccetera eccetera e che sarebbe stato anche pagato per la sua prestazione. Lui mi disse che avrebbe accettato ma la prima condizione era quella che avrebbe voluto godere subito e mi invitò a seguirlo in un angolo dove, senza alcun preambolo, mi fece inginocchiare mentre tirava fuori dai pantaloni una verga nera già dura come il marmo che infilò senza indugio dentro la mia bocca. Il sapore della sua sborra in faccia mi colpì quasi subito tanta era la voglia di godere di quell’uomo ma non riuscivo a fermarmi e continuai a suggere il suo uccello ancora a lungo mentre tracimavo tutto il mio piacere in quell’incontro in buio ancor più eccitante dal fatto che potevamo essere scoperti da un momento all’altro.

Le candele sulla torta che avevo comprato e l’ultima bottiglia di vino lasciarono il posto a quel mio regalo sessuale particolare che avevo accuratamente preparato.

All’ora stabilita, infatti, Mohamed fece la sua comparsa dal giardino dove lo avevo fatto nascondere in assenza di pompino cazzo neroRenato proprio mentre stavamo incominciando a fare l’amore.
Il mio ‘regalo’ si denudò in un attimo e subito dopo mi stava stantuffando sfondandomi la figa mentre Renato stava assistendo a quel momento di profonda troiaggine di sua moglie. Ma non si limitò a contemplare bensì me lo infilò in bocca mentre Mohamed stava svuotando le palle del tiepido nettare dentro di me senza smettere di penetrarmi come un ossesso.

Renato anche sborro il suo sperma dentro la mia bocca e anche lui continuò a fare sesso chiedendo di cambiare posizione che in quel momento mi vedeva sua preda mentre succhiavo avidamente quel cazzo nero enorme e lucido che esplodeva ogni cinque minuti riempiendomi in ogni parte del corpo di quella spremuta di piacere. Quando Mohamed volle scoparmi il culo, urlai dal dolore per le dimensioni di quell’uccello insaziabile che però si tramutò in un sordo piacere mentre mio marito stava acrobaticamente riempiendomi davanti regalandomi una doppia penetrazione che sarebbe stata a lungo ricordata.
Quel decimo anniversario di nozze fu davvero un qualcosa di unico che aprì la strada a nuove emozionanti sperimentazioni che videro ogni possibile variante del mio essere una moglie troia sempre a letto con mio marito ma non più soli.

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